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Profilo istituzionale: Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Ufficio Politico Investigativo

Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Ufficio Politico Investigativo
Mvsn, Upi
- - Alessandria,
1928
1945

Gnr, Upi, Guardia Nazionale Repubblicana. Ufficio Politico Investigativo

ente funzionale territoriale
All'indomani della marcia su Roma, conseguito il successo politico-militare, diveniva pressante l'esigenza di controllare, da parte dei vertici del Pnf, il fenomeno dello squadrismo: se da un lato occorreva impedirne gli eccessi, dall'altro si doveva legalizzarne in qualche modo le funzioni e le attività per mantener viva, negli oppositori, l'impressione di un esercito fascista sempre pronto a scendere in campo per difendere la "rivoluzione". Si giunse così alla risoluzione del Gran Consiglio del 16 dicembre 1922 - convertita in legge con il Regio Decreto 28-12-1922 divenuto operante il 14-1-1923 - che istituiva la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Organismo ibrido, per metà frazione armata al servizio del partito di governo, per metà in via di assimilazione nell’esercito, aveva non solo il compito della tutela dell’ordine pubblico, ma anche la funzione di difendere “la rivoluzione fascista dai nemici interni ed esterni”. Il R.D. 6 novembre 1926, n. 1903, istituiva poi "un servizio speciale d'investigazione politica, avente per scopo la difesa dell'ordine nazionale delloStato": in altri termini l'Upi.
Come si evince dal testo del decreto, la struttura dell'Upi, pur collegata alla Mvsn, dipendeva organicamente dal Ministero degli Interni, non solo per il tramite dei Prefetti, ma anche attraverso un ufficio centrale inquadrato nella Divisione Polizia Politica del Ministero stesso e destinato a coordinare tutti i servizi provinciali.
Gli Upi, che iniziarono a funzionare nei primi mesi del 1928, non esautorarono però le prefetture, i carabinieri, le questure: privi di poteri di polizia giudiziaria, concentrarono la loro attività nella raccolta di informazioni, diventando una centrale spionistica interna, fiancheggiatrice dei normali corpi di polizia, anche se per le più delicate mansioni di polizia politica il regime si serviva della ben più efficiente O.V.R.A. Dopo l'8 settembre furono aggregati alla nuova Guardia Nazionale Repubblicana, che ereditava i compiti della Milizia.
Occorre però avvertire che l'esatta posizione gearchica e compiti di questi organismi appaiono spesso confusi e poco chiari, nella proliferazione di polizie tra loro concorrenti che caratterizzò il fascismo, sia monarchico che repubblicano.

L'Upi provinciale di Alessandria dà i primi segni di attività nel 1927, e fin dall'inizio appare strutturalmente vincolato agli effettivi, alle funzioni e ai servizi della Mvsn. Assumerà tuttavia una struttura ben definita solo nel 1929, in concomitanza con la ristrutturazione generale della Milizia. Il Comando alessandrino costituiva il 3º Gruppo del 1º Raggruppamento di Milano ed aveva formalmente giurisdizione sulla 3ª Legione "Subalpina" di Cuneo, sulla 4ª Legione "Santarosa" di Alessandria, sulla 5ª Legione "Valle Scrivia" di Tortona, sull'11ª Legione "Monferrato" di Casale e sulla 38ª Legione "Vittorio Alfieri" di Asti, anche se de facto ebbe rapporti quasi esclusivamente con le legioni provinciali e i loro sottoraggruppamenti (Coorti, Centurie e Manipoli). Dai documenti dell'archivio Upi di Alessandria (l'unico di una certa consistenza superstite a livello nazionale) risulta che nella realtà operativa i legami con la Prefettura, previsti dalla legge istitutiva, furono scarsi, mentre intensa fu la collaborazione con la Questura, non prevista dalla legge. Inoltre vi erano rapporti diretti non solo con il comando milanese ma anche con quello centrale di Roma. Ancora più confusa si fa la situazione nel periodo repubblicano, che vede sensibilmente ridursi l'attività di questo organismo a causa dell'aggiungersi delle polizie dell'occupante tedesco alle già numerose concorrenti.
Queste note sono debitrici - e a volte citano - dei due articoli di Lorenza Lorenzini e Guido Ratti apparsi sul Quaderno di storia contemporanea, citati nella bibliografia del fondo Upi dell'Isral.

Fondi archivistici prodotti:

UPI

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Paolo Carrega
17/10/2018
26/10/2018
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Ultimo aggiornamento: mercoledì 12/4/2017