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Profilo biografico: Argante Bocchio

Argante Bocchio M
8/11/1924, Mezzana Mortigliengo (BI), Italia
Bocchio Argante "Massimo" nacque l'8 novembre 1924 a Mezzana Mortigliengo; l'anarchismo del padre Emilio Bocchio e il sottile dissenso antifascista della madre Anna Cravetto giocarono un ruolo importante nella vita del figlio così come il periodo di vita trascorso dagli stessi in America. Argante nel 1943 lavorava nel lanificio "Picco" di Veglio Mosso,quando in seguito all'organizzazione di uno sciopero nella fabbrica venne licenziato e arrestato per la prima volta. Da quel momento iniziò la sua attività politica poiché venne cooptato nella cellula comunista clandestina di Mezzana Mortigliengo. Successivamente venne nuovamente arrestato e tradotto alle "Nuove" di Torino dopo aver organizzato lo sciopero della più grossa fabbrica della valle di Mosso, la ditta "Albino Botto" di Campore. Fu liberato due giorni dopo l'annuncio dell'armistizio in quanto ritenuto "detenuto politico" e immediatamente si unì alla lotta armata diventando partigiano con il nome di battaglia di "Massimo" e fu inviato in valle Sessera presso il distaccamento "Pisacane", comandato da Francesco Moranino.
Partecipò alla costituzione, tra la fine del dicembre 1943 e il gennaio 1944, della cosiddetta repubblica di Postua e fu protagonista di altre importanti vicende della resistenza nel biellese (tra cui fu la travagliata vicenda che portò all'incriminazione nel dopoguerra di Moranino, Bocchio e Bertona per la fucilazione delle presunte spie nel novembre '44).
Terminata la guerra decise di unirsi al Pci e di lavorare per esso a tempo pieno. Visse da latitante gli anni dal 1949 al 1950 per sfuggire all'arresto per la vicenda delle presunte spie giustiziate nel '44; il partito, per toglierlo dalla latitanza, lo fece espatriare come rifugiato politico in Cecoslovacchia. Lì con il nome di Mario Raimondi avrebbe dovuto fare "esperienza" della vita in un paese socialista (venne destinato alla fattoria agricola di Stato di Oleksovice per "proletarizzarsi"). In un secondo momento fu poi trasferito in una località a una ventina di chilometri da Praga, Dobrichovice, alla scuola di formazione politica del partito dove rimarrà dalla metà del 1951 al giugno del 1953. Dopo un periodo trascorso a lavorare per la radio "Oggi in Italia" a Praga (in cui collaborò con Moranino anch'egli rifugiato con il nome di Moretti), Bocchio verrà inviato a Mosca nel gennaio del 1954 alla scuola superiore del Pcus per fare poi ritorno in Italia soltanto nel 1957 in seguito all'assoluzione. Chiese di essere trasferito nel meridione per evitare problemi e fu mandato a Cassino; nonostante ciò gli venne a lungo negato il passaporto, fu sottoposto a vigilanza e fu iscritto al Casellario politico fino al 1972.
Dopo l'esperienza di Cassino si trasferì a Novara dove seguì le vicende del partito sino alla sua divisione tra Rifondazione Comunista e Partito democratico della sinistra cui aderì fino alla nascita del Pd.


Fondi archivistici prodotti:

Bocchio Argante

Citazioni di o su Argante Bocchio in Articolo di periodico

Benedetta Carnaghi, Argante Bocchio. Una storia del novecento in "l'impegno", a. XXXI, n. 2, dicembre 2011
Argante Bocchio, Popolazione e partigiani del Biellese orientale nel rastrellamento del gennaio-febbraio 1945 in "l'impegno", a. V, n. 1, marzo 1985

Relazioni con altri documenti e biografie


Silvia Mantellero
12/10/2016 12/10/2016
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Come citare questa fonte. Bocchio, Argante  in Archos Biografie [IT BP1213]