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Profilo biografico: Anna Cinanni

Anna Cinanni F
07/02/1919, Gerace Superiore (RC), Italia
Anna Cinanni nacque il 7 febbraio 1919 a Gerace Superiore in provincia di Reggio Calabria. Dopo la morte del padre la famiglia si trasferì a Torino. Lavorò alla Wamar, alla Venchi-Unica, frequentò per un certo periodo anche la scuola “Michele Lessona” e riuscì ad ottenere il diploma di dattilografia. Attraverso il fratello Paolo, attivo nell’organizzazione clandestina del partito comunista dal 1935, anche lei si avvicinò alla politica cominciando a fare il “Soccorso rosso” e nel 1938-1939 conobbe Elvira Pajetta. In quel periodo cominciò a frequentare Leo Lanfranco, Giovanni Guaita e Cesare Pavese, quest’ultimo infatti fu per un certo periodo insegnante privato del fratello Paolo. Dopo aver lasciato il lavoro alla “Venchi-Unica” incominciò ad aiutare il fratello Paolo nel cuneese con le questioni del partito. Tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre, grazie all’interessamento di Geymonat, cominciò a lavorare attivamente per il partito. Qualche settimana più tardi le venne dato il nome di battaglia di “Cecilia”. Dal dicembre 1943 al maggio 1944 fece la staffetta di partito tra Torino e Cuneo, poi anche nelle province di Asti, Alessandria, Vercelli, Novara e tra il Cln Alta Italia e Milano. In seguitò lavorò per il Fronte della gioventù tenendo i collegamenti tra il Piemonte e Milano. Nel febbraio 1945 venne arrestata a Vercelli. Subito dopo, insieme ad altri giovani, venne portata alla caserma delle Brigate nere e messa in una cella. I fascisti nel frattempo avevano scoperto il doppio fondo della borsa con il materiale clandestino. Durante l’interrogatorio subì ripetute violenze fisiche, ma, nonostante questo, riuscì a non tradirsi ripetendo sempre la stessa versione dei fatti. Dopo dieci giorni passati nella caserma delle Brigate nere, dove subì altri interrogatori e sevizie, venne trasferita nel carcere della questura di Vercelli. La presenza nel carcere di una guardiana antifascista permise ai partigiani di assicurarsi che la donna arrestata fosse la Cinanni e anche di pianificare il suo rilascio attraverso lo scambio di 10 prigionieri; ma la liberazione della città di Torino le aprì in anticipo le porte del carcere. Dopo la guerra intensificò la sua militanza nelle fila del partito comunista. Nel 1946 per le elezioni del 2 giugno organizzò le “Ragazze d’Italia” in Piemonte e iniziò a lavorare alla Viberti. Nel gennaio 1947 veniva eletta responsabile delle donne alla 4a sezione “L. Capriolo”. Il partito comunista nel luglio del 1949 gli propose di frequentare il 5° corso della scuola nazionale femminile di 6 mesi. Alla fine del corso la federazione le affidò il ruolo di funzionaria del lavoro organizzativo e politico dell’Udi, quindi lasciò l’impiego alla Viberti. Dopo il matrimonio lasciò l’Udi e venne nominata responsabile del settore Mirafiori. Al 7° Congresso fu eletta nel Comitato federale e nel luglio 1951 venne inclusa nella sezione di organizzazione della Federazione per i problemi femminili. Nel luglio del 1953 le veniva affidata la responsabilità della direzione della Commissione femminile federale e successivamente venne inviata all’Udi come responsabile di organizzazione provinciale.
Inserimento e revisione redazionale della scheda biografica a cura di Barbara Berruti.

Citazioni di o su Anna Cinanni in Monografia

Anna Maria Bruzzone, Rachele Farina, La Resistenza taciuta – Dodici vite di partigiane piemontesi, Milano, La Pietra, 1976
Rocco Lentini, Nuccia Guerrisi, I partigiani calabresi nell’Appennino Ligure-Piemontese, Rubbettino, Soveria Manelli, 1996

Citazioni di o su Anna Cinanni in Articolo di periodico

Anna Cinanni, Cronache di lotta antifascista in "Bollettino ICSAIC", a. IX, n. 1-2, 1996, pp. 84-89

Relazioni con altri documenti e biografie


Giuseppe Ferraro
02/02/2017 07/02/2017
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Come citare questa fonte. Cinanni, Anna  in Archos Biografie [IT BP1273]