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Profilo biografico: Luigi Meda

Luigi Meda M
01/07/1900, Milano (MI), Italia
12/12/1966, Milano (MI), Italia
Coniugato
Luigi Meda nacque a Milano il 1° luglio 1900, da Filippo - esponente di spicco del movimento cattolico e ministro nei governi Boselli, Orlando e Giolitti - e da Maria Annunciata Branca, infermiera volontaria di prima linea.

Dopo aver frequentato il ginnasio all’istituto Bognetti-Boselli, intenzionato a intraprendere la carriera militare, proseguì gli studi alla Nunziatella di Napoli, dove rimase fino al giugno del 1917. Nel novembre dello stesso anno si arruolò nel corpo degli alpini.

Combattente sul fronte dell’Adamello, fu insignito di tre croci di guerra e due medaglie di benemerenza.
Quando nel 1919 venne smobilitato, abbandonò la carriera militare.

Successivamente si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia e si appassionò al giornalismo, tanto che nel 1922, insieme con suo fratello Gerolamo e Francesco Luigi Ferrari, sarà tra i fondatori e redattore del settimanale «Il Domani d’Italia».

Dapprima nelle file dell’Azione cattolica italiana, in seguito militò nel Partito popolare italiano - PPI.

Negli anni Venti, il giovane Meda, che aveva già partecipato alla Prima guerra mondiale, maturò la sua indole antifascista e diede vita alla Sezione di Inverigo dell’Associazione nazionale combattenti e quando i fascisti pretesero di assimilare l’Associazione, il Meda si ribellò e decise di sciogliere la Sezione per costituirne un’altra: l’Associazione nazionale combattenti «indipendenti».

Luigi Meda fu fortemente impegnato anche nell’attività sindacale e sostenne le rivendicazioni economiche dei coltivatori diretti.
In contrasto con la linea del suo Partito, e con le convinzioni paterne, secondo il Meda i lavoratori cattolici avrebbero dovuto iscriversi alla Camera del lavoro di Milano, per influenzare dall’interno la politica dell’organizzazione e quando vennero distrutte le sedi sindacali, Luigi Meda suggerì che il movimento sindacale cristiano divenisse parte dell’Azione cattolica per avere la protezione dell’autorità ecclesiastica.

Con la fine delle libertà politiche Luigi Meda si dedicò all’attività forense, continuando a manifestare attraverso l’Azione cattolica e l’associazione milanese Pro cultura, le sue lecite convinzioni sull’antitesi tra valori cristiani e fascismo.

Dall’estate del 1942 partecipò alle riunioni clandestine di esponenti cattolici ed ex popolari durante le quali furono poste le basi per la costituzione della Democrazia cristiana (DC).

In particolare, il Meda, col gruppo dei cattolici milanesi e d’intesa con il gruppo guelfo, elaborò il “Programma di Milano”.

Dopo l’8 settembre 1943 Luigi Meda fu tra gli organizzatori della Resistenza a Milano e in Alta Italia e rappresentante della DC nel Comitato militare del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia - CLNAI.
Il 25 novembre fu arrestato e rinchiuso nel carcere di S. Vittore, fino al 26 aprile 1944, quando venne liberato grazie a uno scambio di prigionieri, ottenuto con la mediazione dell’arcivescovo di Milano Ildefonso Schuster.
Dopo il 25 aprile 1945 fu nominato presidente del Comitato milanese di liberazione nazionale e il 7 aprile 1946 venne eletto nel Consiglio comunale e fu Assessore allo Stato civile nella giunta presieduta dal sindaco socialista Antonio Greppi.
Il 2 giugno 1946 fu eletto nel IV collegio di Milano all’Assemblea costituente e il 15 febbraio 1948 si dimise da assessore, essendo stato chiamato a far parte del governo nazionale come sottosegretario alla Difesa (incarico che ricoprì fino al 14 gennaio 1950).
Luigi Meda si occupò soprattutto del problema dei militari italiani dispersi in Russia e, dal 1952, fece parte della Commissione speciale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite - ONU per i prigionieri di guerra.

Nel 1956 lasciò l’attività parlamentare e tornò nel Consiglio comunale di Milano, in seguito alle elezioni del 21 maggio. Il Meda fu tra i protagonisti della vita amministrativa milanese: come vicesindaco dal 1956 al 1966, come assessore al Bilancio e tributi dal 1956 al 1960, come assessore all’Istruzione dal 1960 al 1964 e come assessore all’Educazione dal 1964 al 1966.

Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta fu tra coloro che avvertirono l’esigenza di favorire, insieme con lo sviluppo economico e con l’espansione territoriale della città, un processo di crescita sociale e culturale che avesse come riferimento il mondo del lavoro e, nel 1963, divenne il presidente del Centro di cultura Giancarlo Puecher.

Luigi Meda morì a Milano il 12 dicembre 1966.

Fonti
Archivio dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, fondo Meda Luigi, b. 1, fasc. 1

Bibliografia
G. Sircana, “Meda Luigi”, in «Dizionario Biografico degli Italiani», vol. 73, 2009


Fondi archivistici prodotti:

Meda Luigi

Annalisa Bertani
30/12/2025 31/12/2025
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Come citare questa fonte. Meda, Luigi  in Archos Biografie [IT-BP1460]
Ultimo aggiornamento: mercoledì 30/1/2019