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Profilo biografico: Paolo Pizzoni

Paolo Pizzoni M
30/11/1862, Milano (MI), Italia
23/08/1929, Milano (MI), Italia
Coniugato
Paolo Pizzoni nasce a Milano il 30 novembre 1862 da Pietro, industriale di Chignolo Po (PV), e Francesca Biancardi di Livraga (LO) (1). In ragione dell’indole esuberante di Paolo, il padre decide di avviarlo agli studi militari, iscrivendolo al Collegio militare di Milano, dove studia con profitto, e, in seguito, all’Accademia militare di Torino. Diplomato con il grado di sottotenente d’artiglieria, intraprende la carriera militare e viene inviato, in prima stanza, a Capua (NA) nel 12° Reggimento di artiglieria da campagna. Nel 1890 a Portici (NA), dove si trova con una Batteria del Reggimento, conosce la futura moglie Emma Fanelli, che sposa il 27 agosto 1892. Paolo ed Emma avranno due figli: Alfredo, nato il 20 febbraio 1894 a Cremona e morto a Milano il 3 gennaio 1958, e Ada, nata il 17 giugno 1895 a Cremona, e morta di tifo a Taranto il 24 settembre 1899.
Durante la sua carriera Paolo Pizzoni viene trasferito in diverse località: Verona, Torino, Pinerolo (TO), Cremona, Taranto, Pesaro, Pavia, Capua (NA) e Milano. Nel 1913 – 1914, su sua richiesta, è in Cirenaica (Libia), in territorio ancora in stato di guerra dopo la conclusione del conflitto italo – turco, al comando del gruppo di batterie della Colonna Latini; qui si distingue in episodi di eroismo meritando l’assegnazione di una Medaglia di bronzo al valor militare. Allo scoppio della Prima guerra mondiale Paolo si trova distaccato a Capua (NA) dove gli è stato assegnato, con il grado di tenente colonnello, il comando del 12° Reggimento artiglieria con il quale entra in guerra. Viene promosso colonnello nell’agosto 1915 e assegnato al comando del 39° Reggimento artiglieria da campagna impegnato sul Carso. Il 18 maggio 1916 riceve l’ordine di trasferimento sul fronte degli Altipiani del Vicentino per fronteggiare la massiccia offensiva nemica. Il valore e la resistenza di Paolo Pizzoni e dei suoi artiglieri impediscono all’esercito austro – ungarico di dilagare sulla conca di Asiago (VI) (battaglia di Monte Torle, maggio – giugno 1916) salvando diversi territori, che, riconoscenti, nel dopoguerra, assegneranno a Pizzoni la cittadinanza onoraria (Cogollo del Cengio, Lugo di Vicenza e Rotzo). La prova di valore dimostrata sull’Altopiano vale a Pizzoni una “promozione a scelta” a colonnello brigadiere di fanteria in linea al comando della Brigata Bisagno, dove entra in servizio il 25 settembre 1916 (2). Nel novembre 1916 la Brigata Bisagno viene trasferita sul Carso, nella zona di Castegnevizza, dove Paolo affronta l’offensiva nemica del maggio 1917. Nel luglio 1917, a seguito di divergenze con il suo comandante di divisione in merito alle operazioni militari sul monte Hermada, riceve un ordine di esonero fino al reintegro nel settembre 1917, quando viene destinato al comando del 53° Raggruppamento d’assedio nella zona dell’Adamello. A fine aprile 1918, Paolo, ormai promosso maggiore generale, viene assegnato al comando dell’artiglieria del IX Corpo d’armata schierato dal Monte Asolone al Col del Miglio a difesa del Monte Grappa (VI). In questo contesto Pizzoni dirige con efficienza uomini e mezzi, ottenendo numerosi successi militari (si ricorda la Battaglia del Solstizio nel luglio 1918). Per il suo comando coraggioso ed efficace è insignito di numerose onorificenze e medaglie, tra cui la Croce di cavaliere dell’ordine militare di Savoia (3). Nel novembre 1918, dopo la fine della guerra, Paolo è destinato al Comando dell’artiglieria del Corpo d’armata a Milano e, nel 1922, è messo in posizione ausiliaria per limiti di età. Viene subito richiamato in servizio come ispettore per l’alienazione dei residuati di guerra e materiali vari, compito che svolge dal 1922 al 1924. Risale a questo periodo tutta la “vicenda Torre – Robba” (4), che vede Paolo Pizzoni affrontare una lunga vertenza legale con l’onorevole Edoardo Torre, all’epoca sottosegretario del governo Mussolini (un “caporione fascista”(5)), e con il suo segretario particolare Francesco Robba, cha sconfigge in duello nel 1923.
Nel 1924 Paolo viene definitivamente collocato in posizione ausiliaria per limiti di età. A Milano i Pizzoni avevano preso casa in via Montenapoleone 22. Nel 1928 si trasferiscono in viale Romagna 35, ora largo Rio de Janeiro 7, dove Paolo muore per un cancro al piloro il 23 agosto 1929 all’età di 66 anni.
(1) Le note biografiche qui presenti sono state reperite sia nella documentazione del fondo sia sui seguenti testi pubblicati: opuscolo a stampa scritto da Alfredo Pizzoni per il padre dopo la sua morte dal titolo In memoria del generale Paolo Pizzoni, Milano, stampato in proprio, 1929 e Pizzoni Fanelli Emma, Ricordi. Trascritti, annotati e arricchiti da Maria Grazia e Pietro per fratelli, figli, nipoti e pronipoti. Un atto d'amore, Milano, stampato in proprio, 2022. Alcune informazioni biografiche sono state fornite da Pietro Pizzoni.
(2) Vedi in Fondo Famiglia Pizzoni, classificazione I.2 – Carriera militare, b. 13, fasc. 11.
(3) Per l’esaustivo elenco delle campagne di guerra, delle ricompense al valore e delle decorazioni si rimanda a Pizzoni Alfredo (a cura di), In memoria del generale Paolo Pizzoni, op. cit., pagg. 15 – 17 e Pizzoni Fanelli Emma, Ricordi […], op. cit., pag. 60.
(4) Per il complesso affare cosiddetto “Torre – Robba” si rimanda al Fondo Famiglia Pizzoni, sottoserie 1.3.
(5) Pizzoni Fanelli Emma, Ricordi […], op. cit., pag. 52.


Sonia Gliera
09/2026 08/10/2026
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Come citare questa fonte. Pizzoni, Paolo  in Archos Biografie [IT-BP1461]
Ultimo aggiornamento: mercoledì 30/1/2019