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Profilo biografico: Emma Fanelli in Pizzoni

Emma Fanelli in Pizzoni F
12/06/1872, Napoli (NA), Italia
20/06/1965, Milano (MI), Italia
Coniugata
Emma Fanelli (1) nasce a Napoli, nel Palazzo Berio a Toledo, il 12 giugno 1872 da Onofrio Fanelli e Anastasia Azzone detta Sisina, figlia dell’ingegner Giovanni Battista Azzone e di Enrichetta Polizzy. Onofrio Fanelli era nato a Bari nel 1838, figlio maggiore di Vito Santo (o Sante) Fanelli, un ricco possidente di San Giorgio Jonico (TA), e della marchesa Francesca Beltrani di Trani (BT). Onofrio si trova a Napoli per insegnare matematica e computisteria al Regio istituto tecnico quando conosce e sposa Sisina. Tra il 1864 e il 1865 Onofrio si trova, anche, a gestire la Società di commercio di generi diversi; diventa socio della Banca napoletana, poi Società di credito meridionale. Muore il 20 giugno 1886 quando Emma ha solo 14 anni. A sei anni Emma era stata messa nel Collegio del Sacro cuore di Trinità dei Monti a Roma insieme alla sorella Amelia. Dei numerosi figli sopravvissuti di Onofrio e Sisina, Emma era la secondogenita, dopo Amelia (nata nel 1868 e divenuta suora); seguivano: Ulrico (1873, magistrato), Gino (1877, ufficiale di Marina), Bice (1878), Ada (1879, sposata con Alberto La Pegna), Pia (1881, sposata con il conte Gino Ruffoni), Ghita (1883, sposata con Alfonso Bauer) e Mario (1885, ufficiale dei bersaglieri, morto nel 1912 per una ferita di guerra riportata nella battaglia di Sciara – Sciat durante la guerra italo - turca). Dopo la morte del padre Emma non ritorna in collegio, ma rimane a Napoli nella casa di famiglia, dove prosegue la sua educazione con delle istitutrici. Emma, che già padroneggia la lingua francese imparata in collegio, impara anche il tedesco e l’inglese. Nel 1890 Emma conosce in modo fortuito Paolo Pizzoni, giovane tenente di artiglieria di stanza a Capua (NA), che sposa il 27 agosto 1892. Lo segue nei suoi trasferimenti da Verona a Torino e, poi, a Pinerolo (TO), Cremona, Taranto, Pesaro, Pavia, Napoli (Paolo era di stanza a Capua) e, infine, Milano. Paolo ed Emma avranno due figli: Alfredo, nato il 20 febbraio 1894 a Cremona e morto a Milano il 3 gennaio 1958, e Ada, nata il 17 giugno 1895 a Cremona, e morta di tifo a Taranto il 24 settembre 1899. Durante il soggiorno della famiglia a Pavia, tra il 1910 e il 1911, Emma si iscrive al corso infermiere presso l’Ospedale San Matteo. Prosegue gli studi infermieristici a Napoli nel 1914, iscrivendosi al 2° anno di corso e diplomandosi con il massimo dei voti. Già all’indomani dell’entrata in guerra dell’Italia, Emma è inviata a Schio (VI) a organizzare l’ospedale e il servizio delle infermiere. Durante tutta la Prima guerra mondiale Emma presta servizio come infermiera volontaria del Comitato della Croce rossa in diversi ospedali e autoambulanze dislocati nelle zone del fronte di Friuli, Trentino e Veneto. Svolge il suo lavoro con dedizione, coraggio e professionalità, pur col pensiero al marito e al figlio Alfredo che combattono in prima linea. È Emma che si adopera con ogni mezzo e contatto, tramite la Segreteria vaticana e la Croce rossa internazionale, per liberare Alfredo dalla prigionia.
Per il suo servizio in tempo di guerra Emma viene insignita di numerose medaglie e benemerenze (2). Anche nel primo dopoguerra e negli anni successivi Emma Fanelli non smetterà di impegnarsi nella Cri e in opere filantropiche. Nel 1918, alla fine del conflitto, si trasferisce a Milano con il marito e il figlio Alfredo, prima in via Montenapoleone 22, poi, dal 1928, in viale Romagna 35, ora largo Rio de Janeiro 7. Il 23 agosto 1929 muore il marito Paolo Pizzoni. Nel 1939 Emma, rimasta sola a Milano per il trasferimento del figlio e della nuora Barbara Longa a Genova, chiede alloggio in un pensionato per signore sole in viale Coni Zugna. Durante la Seconda guerra mondiale, anche per sfuggire ai bombardamenti sulla città, dall’ottobre 1942 alla primavera 1943 abita con la nuora e i nipoti a Cavi di Lavagna (GE) e, in seguito, tra l’estate del 1943 e quella del 1944, a Luino (VA) in
una dépendance dell’ospedale. Torna a Milano nel pensionato di via Coni Zugna, ma, a ottobre 1944, ricercata dai fascisti in quanto proprietaria dell’appartamento di largo Rio de Janeiro 7 utilizzato dalla Resistenza, deve trasferirsi in via Marcora 6 presso Rachele Ferrè, sotto la falsa identità di sua nonna Francesca Beltrani. L’appartamento della Ferrè è utilizzato dal movimento clandestino per ospitare esponenti della Resistenza, ma è sotto controllo; qui irrompono le Brigate nere tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 1944, occupando l’appartamento per una settimana in cui Emma deve assistere alle brutalità nei confronti dei partigiani catturati. Quando, finalmente, riesce a essere liberata chiede ospitalità al convento di suore Il cenacolo in via fratelli Gabba, sempre a Milano. Dall’estate 1945 abita con il figlio e la nuora in viale Maino 17/A per traslocare, infine, in via Caradosso 8 vicino alla sorella Ghita Bauer, dopo la morte del figlio avvenuta il 3 gennaio 1958. Muore a Milano il 20 giugno 1965 all’età di 93 anni.
(1) Le note biografiche qui presenti sono state reperite sia nella documentazione del fondo sia sul testo a stampa Pizzoni Fanelli Emma, Ricordi. Trascritti, annotati e arricchiti da Maria Grazia e Pietro per fratelli, figli, nipoti e pronipoti. Un atto d'amore, Milano, stampato in proprio, 2022. Alcune informazioni biografiche sono state fornite da Pietro Pizzoni.
(2) Per l’esaustivo elenco delle decorazioni della Fanelli si rimanda Pizzoni Fanelli Emma, Ricordi […], op. cit., pag. 61.


Sonia Gliera
09/2026 08/10/2026
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Come citare questa fonte. Fanelli, Emma  in Archos Biografie [IT-BP1462]
Ultimo aggiornamento: mercoledì 30/1/2019