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Fascicolo: LA VITA OFFESA, a cura di Luca Ronconi

Posizione nella struttura d'archivio

C00/00013/04/00/00002
LA VITA OFFESA, a cura di Luca Ronconi
Registrazione su audiocassetta da Radio 3 dello spettacolo LA VITA OFFESA, a cura di Luca Ronconi, effettuata in data posteriore al 1990 (in quanto il 1990 è la data dello spettacolo al Teatro Carignano di Torino).
Riduzione di Anna Bravo e Daniele Jalla. Regia radiofonica di Renato Zanetto. Lettura teatrale di: Mauro Avogadro, Paola Bacci, Marisa Fabbri, Carlo Montagna, Luciano Virgilio.
Lato 1 (54' 7''): la trasmissione radiofonica La vita offesa. Storia e memoria dei Lager nazisti nel racconto dei sopravvissuti inizia con una presentazione degli autori del libro Anna Bravo e Daniele Jalla, che esplicitano il senso della raccolta delle interviste ai 200 deportati piemontesi e gli obiettivi perseguiti nella riduzione per l'opera teatrale di Luca Ronconi. Spiegano che la riduzione è stata drastica, ma ha preservato le caratteristiche del libro: la molteplicità delle storie e dei modi di raccontare; l'alternarsi, alle voci dei testimoni, di parole tratte dalle introduzioni ai capitoli in cui è divisa La vita offesa. Lo spettacolo si conclude tuttavia con il racconto della liberazione dei campi, mentre i testimoni nel libro parlavano anche del ritorno, del rientro nell'Italia del dopoguerra, dello scontro con l'indifferenza degli altri.
Dopo la presentazione, inizia lo spettacolo, diviso in capitoli separati da stacchi musicali e preceduti da introduzioni esplicative. L'apertura è dedicata al tema della memoria e affidata alle parole di Primo Levi nella prefazione al libro. Seguono i capitoli "Famiglie, culture, persone" e "Dalla cattura ai campi", che sottolineano la diversità dei protagonisti al momento di entrare in scena; "L'arrivo" a Dachau, Buchenwald, Sachsenhausen, Flossenbürg, Dora, Auschwitz, Ravensbrück, ma soprattutto a Mauthausen, dove vengono rinchiusi e muoiono circa la metà dei piemontesi internati come politici; "Il popolo del campo", dove si evidenzia come il Lager sia uno spaccato di gruppi etnici e politici diversi. Lato 2 (50' 3''): "Donne prigioniere", in cui i racconti fanno emergere una sofferenza specifica delle donne; "L'ordine nazista", dove si sottolinea la coerenza tra ordine del Terzo Reich e Lager come luogo per amministrare la morte; "Vivere, morire", in cui i racconti mostrano che nel Lager si vive e si muore per caso, ci si disumanizza e non c'è spazio per la buona vita o per la bella morte; "Sopravvivere", dove tutti i testimoni insistono sul ruolo del caso nella sopravvivenza, ma anche di altri fattori, quali la resistenza fisica, il carattere, la capacità di stabilire rapporti umani, l'ironia, l'invenzione di notizie confortanti, le fantasticherie.
carte senza data [1990-]


La vita offesa: storia e memoria dei lager nazisti nei racconti di duecento sopravvissuti, Anna Bravo, Daniele Jalla (cur.), Milano, FrancoAngeli, 1986, [con la collaborazione di Graziella Bonansea... [et al.]; e con il contributo di Anna Maria Bruzzone; prefazione di Primo Levi]


Consistenze
sonoro audiocassetta 1 1

1 1


Relazioni con altri documenti e biografie


Segnature
scatola D MF 2 fascicolo 24
Collocazioni
XXIX 2


Pepe Marcella 22/10/2012
D'Arrigo Andrea 25/01/2016
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Come citare questa fonte. LA VITA OFFESA, a cura di Luca Ronconi  in Archivio Istoreto, fondo Maruffi Ferruccio [IT-C00-FA10993]
Ultimo aggiornamento: mercoledì 30/1/2019