C00/1009/01
Corrispondenza
La serie della corrispondenza rappresenta il nucleo più cospicuo del fondo di Franco Venturi: si tratta di un epistolario di carattere prevalentemente professionale, nel quale non sono confluite le lettere scambiate con i familiari, conservate in un’altra sezione dell’archivio. Esso dà conto degli scambi epistolari dello storico torinese con oltre duemilaseicento interlocutori, la maggior parte dei quali in campo storico, universitario, editoriale, politico; numerosi di questi sono personalità di assoluto rilievo nel panorama intellettuale della seconda metà del Novecento (non solo italiano, data la presenza di corrispondenti di molti Paesi, tra cui gli USA, l’Unione Sovietica e il Giappone oltre a vari stati europei). Alcuni rapporti epistolari coprono un arco temporale che va dalla fine degli anni Quaranta ai primi anni Novanta e documentano lunghe relazioni intellettuali e di amicizia, concretizzate in centinaia di lettere: a titolo di esempio valga quello dello scambio con Leo Valiani, originariamente suddiviso in cinque raccoglitori e comprendente oltre settecento lettere.
Originariamente, la corrispondenza era sistemata in 76 raccoglitori ad anelli numerati, ordinati alfabeticamente per corrispondente. Era presente inoltre un ulteriore raccoglitore, non ad anelli, contenente la corrispondenza di Franco Venturi con Arnaldo Momigliano.
Sui dorsi dei raccoglitori era riportato a pennarello nero il numero progressivo del contenitore, mentre a penna rossa (o, in rari casi, nera) erano riportate le indicazioni alfabetiche relative alle prime lettere del cognome o della denominazione del primo e dell'ultimo corrispondente del raccoglitore (es. AA-ALT). Nel caso di raccoglitori contenenti le lettere di un unico corrispondente, sul dorso era riportato il suo cognome o denominazione (es. Garosci). Anche in questo caso faceva eccezione il contenitore della corrispondenza con Arnaldo Momigliano, non numerato e contrassegnato con il titolo originale “Momigliano (Arnaldo)”.
All’interno dei raccoglitori, la corrispondenza si presentava disposta in ordine alfabetico per corrispondente; a loro volta, le lettere dei singoli corrispondenti seguivano l’ordine cronologico. La maggior parte delle lettere era stata perforata per poter essere inserita nei raccoglitori, in altri casi era collocata all’interno di buste di plastica trasparenti.
Sulle lettere non sono presenti segnature, tuttavia compare quasi sempre l'indicazione del cognome del mittente apposta a matita rossa o blu da Gigliola Spinelli Venturi (alla moglie di Franco Venturi, che si occupò dell'archivio fino agli anni Sessanta, sono da attribuire anche la perforazione e la sistemazione delle lettere nei contenitori ad anelli originari, poi sostituiti da Antonello Venturi, figlio di Franco, perché deteriorati). Anche i contenitori originali erano suddivisi alfabeticamente e riportavano le indicazioni alfabetiche sui dorsi.
L'epistolario, dunque, si presentava completamente e chiaramente ordinato e tale ordinamento è stato scrupolosamente preservato. Sono state inserite per ultime, in una apposita sottoserie, tre lettere per le quali è stato impossibile identificare il mittente.
13/08/1937-08/09/2014; carte senza data [1945-1993]; carte senza data
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Per ciascun raccoglitore, identificato con il suo titolo originale, è stata costituita una sottoserie, al cui interno le lettere di ogni corrispondente sono state trattate come un’unità archivistica (un fascicolo per ogni corrispondente). Nel caso di sottoserie contenenti un solo corrispondente (es. Garosci, Diaz…), è stato costituito un fascicolo per ciascun anno, sul modello del raccoglitore Momigliano al cui interno le lettere erano suddivise in fascicoli annuali.
A livello di unità archivistica, le lettere sono state descritte una per una, seguendo il loro ordine nel fascicolo, con datazione topica e cronica (es. Torino, 26 maggio 1949). Sono state segnalate eventuali particolarità (minute; presenza di allegati; tipologie particolari quali cartoline illustrate, telegrammi, biglietti a stampa; copie fotostatiche di lettere provenienti dai fondi dei corrispondenti; lettere non indirizzate esclusivamente a Venturi; identificazione dei firmatari nel caso di lettere provenienti da istituzioni).
In caso di datazioni topiche e croniche mancanti o lacunose, si è tentato ove possibile di ipotizzare delle attribuzioni (sempre identificate con l’uso delle parentesi quadre: es.[Londra], [1982]).
Sono state rilevate le carte intestate; la consistenza di ciascun fascicolo è stata calcolata in numero di carte e in numero di documenti per ciascuna tipologia documentaria.
Ogni fascicolo della serie corrispondenza è stato cartulato, apponendo un numero progressivo su ogni carta, in alto a destra sul recto e in alto a sinistra sul verso; per tale operazione è stata usata una matita morbida. Non sono state cartulate le carte bianche.
• Leo Valiani - Franco Venturi, Lettere 1943-1979, Edoardo Tortarolo (cur.), Firenze, La Nuova Italia, Biblioteca di storia, 1999